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Soccorso Alpino: oltre il 50% degli interventi per escursionisti

(28 marzo 2025, Friuli Venezia Giulia) Il Soccorso Alpino del Friuli Venezia Giulia ha registrato un aumento significativo degli interventi nel 2024, con un focus particolare sull’escursionismo, che rappresenta oltre il 50% degli interventi

Di Paola Capitanio

Nel 2024, il Soccorso alpino della regione ha effettuato 424 interventi, quasi il doppio rispetto ai 228 del 2014. Questa tendenza è in linea con quella nazionale e riflette l’aumento delle attività in montagna, in particolare l’escursionismo. Raffaello Patat, delegato del Soccorso Alpino, ha sottolineato come, sebbene l’escursionismo sia considerato una delle attività meno pericolose, la sua alta diffusione comporti inevitabilmente un maggiore numero di incidenti. Le cause principali sono la perdita di orientamento, il ritardo e l’incapacità di proseguire, seguite da cadute e scivolate.

Le stazioni più attive nella regione sono quelle di Udine/Gemona, Cave del Predil e Forni Avoltri. In generale, gli interventi nel territorio prealpino sono aumentati, con un picco di soccorsi anche in località meno montane, come Pordenone. Il dato degli interventi con elicottero è diminuito rispetto agli anni precedenti, mentre il numero di decessi è sceso a 20, il dato più basso degli ultimi dieci anni.

Un dato interessante riguarda l’aumento degli interventi legati al “torrentismo”, attività in crescita che coinvolge soprattutto turisti stranieri. Il volo libero, come il parapendio, ha registrato un incremento, ma gli incidenti sono comunque rari, grazie alla preparazione tecnica dei praticanti. Infine, la regione ha visto una diminuzione delle persone disperse, un fenomeno che continua a diminuire grazie alle squadre specializzate e alle applicazioni dedicate alla ricerca.

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Last modified: Marzo 31, 2025
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