(28 marzo 2025, Udine) Dopo l’accoltellamento di un giovane afghano, la politica locale discute misure di sicurezza più rigide, mentre il presunto aggressore è stato arrestato
Di Paola Capitanio
A Udine si riaccende il dibattito sulla sicurezza urbana dopo l’accoltellamento avvenuto ieri pomeriggio in piazza Repubblica. Un ventenne afghano è stato ferito al fianco con un coltello da cucina. Il presunto responsabile, un cittadino marocchino sotto i trent’anni, è stato arrestato dalla Squadra mobile della Questura. La convalida dell’arresto è attesa per il 31 marzo.
L’assessore alla Sicurezza partecipata, Rosi Toffano, ha espresso soddisfazione per il rapido intervento delle forze dell’ordine e ha rilanciato l’ipotesi di ripristinare le “zone rosse”, aree urbane soggette a maggiori restrizioni e controlli. La questione sarà discussa nel prossimo Comitato ordine e sicurezza.
Duro l’intervento di esponenti della Lega, come Giulia Agostinelli, che accusa l’amministrazione comunale di immobilismo: “I cittadini non vengono ascoltati. Il presidio di Polizia locale di via Leopardi andrebbe riaperto giorno e notte”. Francesca Laudicina, capogruppo della Lega in Consiglio comunale, ha chiesto “controlli più serrati con perquisizioni domiciliari e cani antidroga”, criticando la presenza di “soggetti poco inclini all’integrazione”.
Il consigliere di Fratelli d’Italia, Gianni Croatto, ha infine proposto una maggiore responsabilizzazione delle comunità locali, chiedendo agli immigrati onesti di denunciare chi delinque. La discussione sulla sicurezza urbana a Udine resta aperta, con posizioni politiche contrapposte sulle misure da adottare.
Last modified: Marzo 31, 2025