Friuli Venezia Giulia (27 gennaio 2025) — La produzione di miele d’acacia in FVG è crollata, evidenziando una crisi del settore dovuta a cambiamenti climatici, nuovi parassiti e concorrenza sleale sul mercato
Di Paola Capitanio
L’apicoltura in Friuli Venezia Giulia sta affrontando una crisi senza precedenti. Il raccolto del 2024 ha registrato un calo del 68% nella provincia di Udine, con la produzione di miele d’acacia completamente azzerata. Durante il 16° meeting regionale degli apicoltori, esperti e operatori del settore hanno evidenziato le principali cause di questa emergenza: i cambiamenti climatici, la diffusione di nuovi parassiti e la concorrenza delle importazioni a basso costo.
Antonio Nanetti del Crea di Bologna ha analizzato l’impatto delle condizioni climatiche estreme sulle api, mentre Franco Mutinelli dell’Izsve ha approfondito il tema del nuovo acaro che minaccia gli alveari. Giancarlo Naldi, direttore dell’Osservatorio nazionale miele, ha discusso delle difficoltà del mercato, mentre il presidente dell’Unaapi, Giuseppe Cefalo, ha sottolineato il ruolo cruciale dell’associazionismo per la sopravvivenza degli apicoltori.
Il neo presidente del Consorzio apistico regionale, Marco Felettig, ha descritto il 2024 come un anno disastroso, evidenziando il rischio chiusura per molte aziende. Tuttavia, il settore ha trovato un primo sostegno dalla Regione FVG, che ha stanziato un contributo straordinario per le aziende apistiche professionali. L’assessore alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, ha ribadito l’impegno della Regione nel supportare il settore, aprendo alla possibilità di una nuova sede per il Consorzio.
Nonostante il supporto istituzionale, gli apicoltori chiedono misure strutturali per garantire la sostenibilità del settore e tutelare un’attività fondamentale non solo per l’economia, ma anche per l’ecosistema.
Last modified: Gennaio 29, 2025