(30 marzo 2025, Friuli Venezia Giulia) — Un weekend di interventi tra fratture, traumi e sentieri smarriti conferma il trend del report annuale: sempre più camminatori in difficoltà in montagna
Di Paola Capitanio
Giornata di lavoro intenso per il Soccorso Alpino in Friuli Venezia Giulia, impegnato in tre operazioni di soccorso a escursionisti in difficoltà. Gli interventi, avvenuti nelle Valli del Natisone, nel Tarvisiano e nella Pedemontana, hanno richiesto l’impiego di squadre di terra, elicotteri e strumenti di geolocalizzazione.
Nel primo episodio, una donna di Gorizia è stata soccorsa sul Monte Matajur dopo aver riportato una sospetta frattura alla caviglia. Impossibilitata a proseguire, è stata recuperata con l’elicottero e affidata alle cure del personale sanitario presso il rifugio Pelizzo.
A Tarvisio, una donna del Friuli collinare, del 1961, è inciampata lungo il sentiero dei laghi di Fusine, riportando un trauma facciale. Sebbene si fosse parzialmente ripresa all’arrivo dei soccorsi, è stata comunque visitata dall’equipaggio dell’ambulanza.
L’operazione più complessa si è svolta tra il Monte Festa e il San Simeone, dove una donna ha perso l’orientamento scendendo dal sentiero. La geolocalizzazione tramite sms locator ha permesso di individuarla in un’area impervia, ma il recupero ha richiesto l’intervento dell’elicottero per calare un tecnico con il verricello e metterla in salvo.
Questi interventi confermano quanto emerso dal recente report del Soccorso Alpino: il numero di escursionisti impreparati è in crescita, aumentando la necessità di operazioni di recupero spesso complesse e rischiose.
Last modified: Marzo 31, 2025