Friuli Venezia Giulia (13 febbraio 2025) — La Toscana ha approvato una legge che garantisce l’accesso al suicidio assistito, suscitando reazioni contrastanti, in particolare in Friuli Venezia Giulia, dove la proposta è stata bocciata
Di Paola Capitanio
La Toscana ha fatto un passo storico, diventando la prima Regione italiana a approvare la legge sul fine vita, garantendo ai malati una via chiara e sicura per l’accesso al suicidio medicalmente assistito. La legge, che segue un’iniziativa popolare promossa dall’associazione Luca Coscioni, ha ricevuto il sostegno di partiti come il Pd, il M5s e Italia Viva, segnando un punto di svolta importante per i diritti dei malati terminali. La segretaria dell’associazione, Filomena Gallo, ha celebrato l’approvazione come una “legge di civiltà” in quanto permetterà a chi soffre di avere un sollievo immediato senza dover aspettare per mesi in condizioni insostenibili.
Il dibattito, tuttavia, non si è limitato alla Toscana. Il Friuli Venezia Giulia, che ha respinto una proposta simile, è diventato il centro di forti critiche da parte di alcuni esponenti politici. Furio Honsell e Manuela Celotti hanno evidenziato come la Regione toscana abbia fatto un “passo avanti di civiltà”, sottolineando la mancata iniziativa del Friuli Venezia Giulia, definita un’occasione persa per garantire diritti fondamentali. Non mancano però le voci contrarie. Andrea Cabibbo di Forza Italia ha duramente criticato la legge, sostenendo che la competenza su temi così delicati spetta al Parlamento e non alle singole Regioni.
Il contrasto tra le due Regioni evidenzia le profonde differenze di visione politica e culturale riguardo al fine vita, un tema che resta ancora terreno di forte conflitto nel panorama politico italiano. Con la Toscana che ha compiuto un passo decisivo, la domanda ora è: riusciranno altre Regioni a seguirne l’esempio o continueranno a resistere a una legge che cambia il destino di molti malati terminali?
Last modified: Febbraio 14, 2025