(10 marzo 2025, Trieste) — Fulvio Tomasi, incisore triestino, si è spento a 61 anni, lasciando un’eredità artistica fatta di opere sospese tra reale e onirico
Di Paola Capitanio
Lunedì 10 marzo si è spento a Udine Fulvio Tomasi, artista noto per le sue incisioni su rame. Nato a Trieste, Tomasi aveva dedicato la sua carriera a una tecnica che richiede pazienza e precisione, esponendo i suoi lavori in mostre nazionali e internazionali. Nel 2013 aveva tenuto una personale alla Libreria Feltrinelli di Udine, presentando 25 opere. Il suo repertorio comprendeva tra le cento e le centocinquanta matrici, sia di grande formato che di dimensioni minime.
La giornalista Melania Lunazzi, sua amica, lo ricorda come un uomo dall’“animo gentile” e dall’ironia pungente. Le sue opere si muovevano tra astrazione e figurativo, con elementi che richiamavano la presenza umana, come occhi e mani, mescolati a scenari onirici e indefiniti.
Alcune delle sue incisioni sono attualmente esposte a Bergamo, presso lo studio Vanna Casati, in una mostra inaugurata l’8 marzo, pochi giorni prima della sua scomparsa. Tomasi stesso descriveva così la sua arte: “L’incisione mi piace perché scava un solco. È un lavoro lento, come quello dell’acqua del Carso, che si apre grotte e gallerie. Come il lavoro della mente quando riflette su di sé”.
Il mondo dell’arte perde un incisore che ha saputo trasformare il rame in un ponte tra realtà e sogno, lasciando un’impronta profonda nel panorama artistico contemporaneo.
Last modified: Marzo 11, 2025