Udine (10 febbraio 2025) — A Udine aumentano del 22% le segnalazioni di mobbing: il 74% delle vittime sono donne, spesso colpite da discriminazioni di genere sul posto di lavoro
Di Paola Capitanio
Il fenomeno del mobbing a Udine sta diventando sempre più rilevante: nel 2024, il Punto di ascolto antimobbing ha registrato un aumento del 22% delle richieste di aiuto rispetto all’anno precedente. Le donne rappresentano il 74% delle vittime, un dato in crescita rispetto al 69% del 2023, e sono particolarmente colpite nella fascia d’età tra i 31 e i 50 anni. Le vessazioni più comuni includono umiliazioni, isolamento, eccesso di controllo sul lavoro e assegnazione di compiti dequalificanti.
Secondo l’avvocata Teresa Dennetta, che ha presentato i dati, l’incremento delle segnalazioni è in parte dovuto al lavoro di rete con i medici di base, che hanno contribuito a intercettare più casi rispetto al passato. Tuttavia, il fenomeno rimane preoccupante, con il 60% dei mobber che risultano essere uomini e con una netta prevalenza di abusi provenienti dai superiori (78% dei casi). Crescono anche le discriminazioni di genere, passate dal 3% al 7%.
Gli uomini tendono a rivolgersi meno ai servizi di aiuto, spesso a causa di resistenze culturali nel chiedere supporto psicologico. Quando lo fanno, spesso si trovano già in condizioni di forte compromissione psicofisica. Il Punto di ascolto antimobbing di Udine, attivo presso Palazzo Belgrado, garantisce un intervento tempestivo, con una presa in carico entro 48 ore dalla segnalazione.
Le istituzioni locali continuano a lavorare per migliorare la prevenzione e il supporto alle vittime, con iniziative di monitoraggio del benessere lavorativo e campagne di sensibilizzazione. L’aumento delle segnalazioni evidenzia la necessità di un impegno costante per contrastare le discriminazioni e tutelare i lavoratori colpiti dal mobbing.
Last modified: Febbraio 14, 2025